Antebe. Romanzo d’amore in versi, Roma, Giulio Perrone Editore, settembre 2007;

Introduzione di Paolo Di Paolo;

Pagg.128;
Genere: poesia;

Immagine di copertina: “Crisalide” (1972), pastello di Antonio Montefusco


Vincitore della II edizione del Premio “Io-scrivo”, sezione “opera poetica” (gennaio 2007), Antebe si costruisce come un poemetto (anzi, “romanzo”) d’amore che, sgranandosi in 54 liriche, all’interno di un percorso segnato da “stazioni” simboliche e sintomatiche, da momenti topici e trascoloranti passaggi evolutivi, parte dalla solitudine esistenziale e metafisica di un Io - proteso al Sé - che poi (allorché evocato, incontrato, posseduto, perso e in ultimo rimpianto, l’oggetto d’amore, quale Figura piena della Forma, densa di materia originale, e ipostasi della ‘grande alterità’ - l’essere e il mondo -, ovvero il termine sine qua non entro cui conoscersi, confrontarsi, crescere) nell’Io infine si ritrova, può vivere di nuovo e far ritorno.

L’opera, infatti, comincia con “Io sono”; e conclude - come in uno specchio - con “son io”. Un percorso diacronico e lineare ma, al contempo, sincronico e circolare, fitto di echi, di rimandi, di chiaroscuri. È un viaggio di conoscenza (nel sapore unico di un sapere che l’esperienza amorosa, come nient’altro, è in grado di agevolare), da una consapevolezza imperfetta ad una più alta e vasta, centrata sull’essenza delle cose, per uno sguardo opaco e incerto che si acutizza, che diventa libero, profondo, universale. La Donna come cuore misterioso della Luce: come ponte di salvezza e conoscenza. È la scoperta dell’“infinito confine” che conduce tutto ad ogni cosa - e viceversa. Ant-Ebe è Musa e, insieme, anti-Musa: racchiude in sé l’armonia e, dal proprio interno, la sconnessione che la rende tale. È “fior di giovinezza” e, insieme, “contro-giovinezza”: forma complessiva del suo informe: onda dinamica che raccoglie e articola, componendole in simmetrie dialettiche, le spinte oppositive del suo fare. L’Amore, da ultimo, emerge immensamente su ogni cosa - come esperienza assoluta di conoscenza: sottile linea di confine, e luogo di passaggio, tra gli inferni laceranti della morte e le carnali tenerezze della vita, tra speranze e disperazioni, tra certezze vane e nullità. È la potenza e il divenire stesso del suo corso: è la poesia, è la Trasformazione.

 

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