È giorno, Roma, EdiLet, novembre 2007;
Prefazione di Lorenzo Cantatore;
Pagg. 96;
Genere: poesia

23 composizioni che incidono un viaggio “crepuscolare” nei recessi e nei riflessi della Luce, intesa quest’ultima come concetto limite di liberazione, pienezza creativa, libertà. Si parte dal tramonto, dal sanguigno trascolorare dei suoi fulgori (già gravidi di ombra), per entrare dentro il cuore della notte, in cui ci si spaura - buio di vertigini e di abissi - e si attraversa fino al sorgere del giorno, del nuovissimo prodigio universale. Tutto è sacro, ciò che viene dalle ombre del futuro, e ci porta - istante per istante - la Natura, corpo dell’“anima mundi”. Anche la notte è sacra, poiché cela - dentro il buio stesso che la nutre - la sostanza vergine del giorno che verrà. Sconfinati mondi di luce, invisibili, pre-sento.

 

La roccia è nera e opaca... ma, dentro, vi scorre un’acqua dolce, pura, e limpida da bere. Dissetarmi alle sorgenti della Vita. Essere “nuovo” come l’attimo che nasce.
Aderire, trasmutando io stesso, alla chiara purità di ciò viene, sale alla forma e splende, nella sua figura. Il mondo, dunque, è un miracolo continuo. E mi apro, infine, alla pienezza pancrona (quindi a-crona) del giorno che - totalizzandomi - mi annulla, rendendo vana, quindi inutile, la persistenza stessa della voce, che per il fatto stesso di essere e di spendersi è relativa (e infatti me la toglie e il viaggio chiude): solo il silenzio può degnamente accogliere il mistero. Un viaggio esterno, nel mondo, ed interiore, nello spirito. Notte e giorno, ovviamente, sono anche metafore spirituali.
Il germe profondo di È giorno è “antichissimo”, “primordiale” addirittura: sono le prime cose poetiche che ho scritto in assoluto (dal 1986 al 1993), rielaborate man mano nel corso degli anni. L’obiettivo che spero di aver conseguito è una fusione armonica e creativa tra quell’infantile e ingenuo entusiasmo (di cui le poesie dovrebbero recare almeno traccia) e la smagata perizia tecnica acquisita col trascorrere del tempo. Le riflessioni di poetica poste in appendice nascono dal bisogno di mettere a fuoco - al quinto libro di poesia, e al decimo in totale - alcuni fondamenti del mio modo di leggere il “percorso” (se un percorso si può dare)...

 

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