La presenza di Giano, Roma, EdiLet, luglio 2010

Prefazione di Giorgio Linguaglossa

Postfazione di Verena Penna

Pagg. 104

Genere: poesia

 

 

È un volume di composizioni poetiche scritto “a due menti” (più che a quattro mani) insieme a Raffaello Utzeri, raffinato linguista e traduttore di tutti i sonetti di W. Shakespeare. È un vasto e unitario “poema bifronte” articolato in 9 poemetti, raccolti e collegati sotto l’egida del mitico Giano. Perciò le parti a sinistra della pagina sono mie; quelle a destra del mio sodale: e si snodano a elica di DNA, alternandosi “botta e risposta” senza soluzione. Una poesia che cerca di sintetizzare alcune fra le più significative esperienze del Novecento (Sanguineti e Montale, Utzeri; Campana e Ungaretti, io) rilanciandole alle potenzialità di un canto a un tempo classico e sublime, ricco di risonanze universali, capace (o, almeno, desideroso) di aprire nuove strade alla ricerca poetica contemporanea. La mia “musica” tende verso la tangente metasemantica, del suono-significato e dell’incanto; quella di Utzeri fa il contropelo (più che il controcanto) con uno stridore ispido e dissonante, che punge che disturba che risveglia. Sentimento della ragione, da una parte, e ragione del sentimento, dall’altra. Voce/voci degli emisferi cerebrali che si incrociano a chiasmo e si fronteggiano a specchio, in un monologo/dialogo (“dualogo”) di potenza toccante e trattenuta commozione. Arricchito da 9 bellissime foto interne, a cura di Massimiliano Malerba, il volume segna un percorso labirintico tra molteplici dimensioni della mente e della vita. C’è il confronto con gli elementi cosmici. C’è il rimpianto per l’armonia perduta. C’è la critica sociale. Il piano estetico e quello etico. La dimensione fisica e quella metafisica dell’esistenza. L’uomo “toto corde” nella sua inafferrabile, misteriosa complessità.  

 

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