Disfunzioni, Roma, Edizioni della Sera, novembre 2011disfunzioni-onofrio

Prefazione di Dante Maffìa

Postfazione di Aldo Onorati

Pagg. 116

Genere: poesia

 

Sette poemetti fra loro autonomi, ma legati da un sottile fil rouge: il “disagio della civiltà”. Protagonista ne è l’uomo-massa: inscatolato, controllato, addomesticato. Una scrittura proteiforme, ricca di echi, colori e sfumature, articolata fra i registri del grottesco, dell’osceno, del sublime. Si portano a convivere, nel sobbollire magmatico delle parole, la corrosione acida della caricatura e lo slancio mistico dell’esperienza religiosa. C’è la messa in berlina di ogni autorità. C’è il coraggio di affrontare gli orrori di una mente metropolitana, ossessivamente prigioniera delle sue nevrosi e incapace di aderire al progetto di chi la vorrebbe funzionale ad un sistema generalizzato di controllo delle coscienze, e dunque votata all’impietosa, puntigliosa registrazione delle sconfitte, appunto le “disfunzioni”, e pure agli sporadici (inutili?) tentativi di ribellione, di recupero della libertà. E il viaggio infernale non può che concludersi con l’espulsione dal consesso “civile”, “orbe terracqueo e siderale fondo”. La sconfitta ultima è illuminata però dalla gioia disperata della “bestemmia”, dalla coscienza di una irriducibile diversità. È allora che la sconfitta si rovescia in qualcosa di radicalmente altro, di nuovo e costruttivo, su un piano differente dell’esistenza: l’etica.

 

 

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