Non possiamo non dirci romani. La Città Eterna nello sguardo di chi l'ha vista, vissuta, scritta, Roma, Edilazio, novembre 2013

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Genere: saggi di argomento romano



Perché si viene a Roma? Che cos'è che attrae donne e uomini di ogni etnia e cultura, che li spinge a visitarla e, spesso, a scegliere di restarci? E come la vive e la vede chi ha avuto il privilegio di nascervi?

Esiste una Roma metastorica dell'Uomo: in cui ogni uomo, di qualunque epoca o provenienza, è messo nelle condizioni di ri-conoscersi, di sentire un brivido eterno, di sfiorare la propria essenza. Parafrasando un celebre titolo di Benedetto Croce, si direbbe che "non possiamo non dirci romani", nella misura in cui la Caput Mundi appartiene a tutti gli uomini, indistintamente.

 I cinquanta saggi di argomento romano presenti nel volume consentono un percorso in certo senso esemplare di attraversamento delle multiformi stratificazioni che, dal mondo antico a oggi, la cultura ha lasciato nel tessuto storico dell'Urbe, con particolare afferenza al rapporto che con essa hanno intrattenuto – talora soggiornandovi – personaggi, artisti e scrittori, tra cui Dante, Petrarca, Aretino, Goethe, Gogol, Stendhal, Joyce, Nietzsche, Tagore, Ungaretti, Palazzeschi, Pavese, Malaparte, Calvino, Gadda, Pasolini; e al modo in cui Roma ha lasciato tracce nelle loro opere. Perché Roma rivela l'uomo a se stesso: la luce e il senso della sua Storia. Essere "romani" finisce così per costituire un attributo dell'essere "umani".

 

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