Come dentro un sogno. L’opera narrativa di Dante Maffìa tra realtà e surrealismo mediterraneo,

Reggio Calabria, Città del Sole, aprile 2014

Pagg. 240

Genere: critica letteraria

 

Un saggio critico che si legge come un romanzo. Il “libro dei libri” di un autore tra i più generosi e corporei, una “valanga umana” che travolge con la sua poesia, densa di vita e di calda intensità mediterranea. Il discorso nasce e si sviluppa come un serrato “corpo a corpo” con i testi, attraversati in modo sincronico per dominanti tematiche e simboliche, entro le complesse stratificazioni offerte dalle pagine narrative maffiane, di cui – anche a mo’ di “invito alla lettura” – vengono citati i passi topici, opportunamente contestualizzati nel processo di un dialogo aperto che si produce esso stesso come racconto in fieri, alla pari con l’attualizzazione delle dinamiche interiorizzate nella scrittura, assunta ad oggetto di analisi e, al contempo, di sintesi creativa agglutinante. Dante Maffìa ne esce così “ricapitolato” in modo globale, raggiunto fin nei precordi della sua anima fondamentale di uomo e di scrittore.

 

 

 

 

Occuparsi degli scritti di Dante Maffia non è facile, l’ho potuto constatare con alcuni studenti di Tor Vergata ai quali ho assegnato varie tesi di laurea. Maffia è un vulcano in eruzione, un incessante fluire di sorprese che si muovono in direzione della poesia, della saggistica, della narrativa e perfino del teatro, e quindi è necessario scegliere un campo specifico per indagarne gli esiti, per goderne le pagine senza lasciarsi prendere dall’irruenza. È quel che ha fatto Marco Onofrio scrivendo questo saggio che riguarda i racconti e i romanzi di Maffia, da Corradino fino a Gli italiani preferiscono le straniere, senza trascurare nulla, individuando i temi portanti dello scrittore, le sintonie coi grandi del passato e le fioriture originali che si proiettano nel futuro. Si pensi soltanto a Mi faccio musulmano o a San Bettino Craxi, alle tematiche scottanti affrontate, attuali, scomode, ma rese con la mano di un classico. Marco Onofrio, critico di valore, agguerrito e ormai legittimato da testi fondamentali su Giuseppe Ungaretti, Dino Campana e Antonio Debenedetti, proprio perché anch’egli poeta e narratore come Maffia, riesce a entrare nelle pieghe più nascoste dell’autore de Il Romanzo di Tommaso Campanella, e ne delinea il percorso narrativo con grande lucidità e con osservazioni e motivazioni che colgono e riassumono l’essenza della poetica maffiana. Onofrio legge i testi di Maffia scoprendone la bellezza formale, la profondità, la modernità mai disgiunta dalla lezione del passato, e ci dà un affresco che, a tratti, è esso stesso narrativo, coinvolgente, sapido di sale greco. Un libro che servirà, da oggi in poi, per entrare più agevolmente nella narrativa di Maffia, per percorrerla con “complicità”, con abbandono, con la certezza di attraversare il mondo dentro un sogno che si muove meravigliosamente tra realtà e surrealismo mediterraneo, come ebbe a dire Mario Luzi nella prefazione a Caro Baudelaire”.

 

Carmine Chiodo

 

 

 

 

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