Squarci d’eliso, Roma, Sovera Editore, novembre 2002;

Prefazione di Franco Campegiani;

Pagg. 80;

Genere: poesia;

Immagine di copertina: “Visione dall’interno”, olio su tela di Christian La Rosa.


Finalista del premio “Penne” 2003, la silloge consta di 50 liriche scaturite (come gocce di liquore dolceamaro, come lacrime) dalla contemplazione insistita e trasognata del cielo (soprattutto diurno), e animate da un sospiro di profonda e arcana trascendenza. Tuttavia, come acutamente nota Campegiani in Prefazione, tale “rapimento nell’essere” (vero e proprio atto di fede nell’eterno) non è una facile evasione verso mondi irreali o fantastici, ma un’immersione conoscitiva

Il cielo viene letteralmente e-vocato, chiamato ad apparire, a manifestarsi, incarnato in parole di luce (dal cuore folto d’ombra, o viceversa), nella portata metasemantica di una musica ancestrale ed interiore, nella struttura labirintica di un linguaggio “che tenta di superare continuamente se stesso, di forgiarsi secondo le esigenze creative (…) rinnovando i fasti della mitopoiesi attraverso “racconti” che spaziano fra l’umano e il divino, stupefacenti allegorie della verità” (Campegiani). 

 

sito realizzato da: ms