LIBRI PUBBLICATI
Emporium. Poemetto di civile indignazione, Roma, EdiLet, giugno 2008;
Introduzione di Eugenio Ragni;
Prefazione di Aldo Onorati;
Pagg. 84;
Genere: poesia drammatica


 

Umiliati, mutili ed offesi. Spesso rassegnati. Massacrati da una vita che (così com’è) poco, o nulla, ci appartiene. Derubati di fantasia. Fiacchi di presenza e di autostima. Il sistema ti spegne gli occhi, te li fa opachi, te li svuota. Dobbiamo lottare per riaccenderli. Persona dopo persona: fuoco dopo fuoco. La scintilla per fortuna è contagiosa. Questo “Emporium” è un poemetto incandescente, denso di rabbia salvifica, che parla della morte dell’Umanesimo, ad ogni livello della nostra “civiltà”. L’ho “eruttato”, dopo anni di ‘rododentri’, fulminando dall’interno il mio disagio: come un tuono viscerale, un “grido unanime”.

Leggi tutto...
 
Ungaretti e Roma, Roma, Edilazio, luglio 2008;
Pagg. 212 + 18 illustrazioni b/n;
Genere: saggistica letteraria

 

 

Roma, per Ungaretti, rappresenta uno snodo cruciale e un varco iniziatico di accostamento umano, verso la maggiore conoscenza. È un richiamo che attrae ma disorienta: nodo da sciogliere, mistero da decifrare, incognita da depotenziare. Ungaretti vi si stabilisce all’inizio degli anni ’20: Roma gli appare fin da subito un problema, biografico ed estetico. Difficoltà economiche che lo assillano, da un lato; dall’altro, la “presa di possesso” di una città che “deve” fare sua in quanto forestiero. Prova rispetto sacrale per una Storia che inizialmente sente estranea, poiché lo intimidisce e quasi lo paralizza, con la dismisura irriducibile della sua “offerta”.

Leggi tutto...
 
È giorno, Roma, EdiLet, novembre 2007;
Prefazione di Lorenzo Cantatore;
Pagg. 96;
Genere: poesia

23 composizioni che incidono un viaggio “crepuscolare” nei recessi e nei riflessi della Luce, intesa quest’ultima come concetto limite di liberazione, pienezza creativa, libertà. Si parte dal tramonto, dal sanguigno trascolorare dei suoi fulgori (già gravidi di ombra), per entrare dentro il cuore della notte, in cui ci si spaura - buio di vertigini e di abissi - e si attraversa fino al sorgere del giorno, del nuovissimo prodigio universale. Tutto è sacro, ciò che viene dalle ombre del futuro, e ci porta - istante per istante - la Natura, corpo dell’“anima mundi”. Anche la notte è sacra, poiché cela - dentro il buio stesso che la nutre - la sostanza vergine del giorno che verrà. Sconfinati mondi di luce, invisibili, pre-sento.

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Succ. > Fine >>

Pagina 6 di 9

sito realizzato da: ms