LIBRI PUBBLICATI

La dominante, Roma, Sovera Editore, novembre 2003;

Prefazione di Aldo Onorati;

Pagg. 80;

Genere: teatro;

Immagine di copertina: “Medusa”, olio su tela del Caravaggio.


Tragicommedia grottesca e “crudele”, in tre atti, focalizzata sulla ferma ribellione di una donna (Milla) al proprio marito (Bruno) e alla di lui madre. Mossa da un rancore e un odio quasi inestinguibili, la protagonista decide di vendicarsi delle terribili violenze fisiche e psicologiche perpetrate contro di lei, a suo dire, da entrambi. Si assiste così ad una sorta di psicodramma (con tanto di Psichiatra a presiedere e supervisionare, occulto ma inefficace regista), che conduce infine il male, con la catarsi dell’ultimo atto (vero e proprio esorcismo liberatorio), alla consunzione di se stesso, sì, ma anche al suo fatale compimento.

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Eccedenze, Roma, Vincenzo Lo Faro Editore, dicembre 1999;

Prefazione di Carla Mortara;

Pagg. 80;

Genere: narrativa;

Immagine di copertina: “Zeichnen”, litografia di M.C. Escher


Finalista del premio “Colosseo d’oro”, Eccedenze è forse l’ultimo libro pubblicato in Italia nel Novecento (uscì dalla tipografia il 27 dicembre 1999). Silloge di tre racconti (di cui l’ultimo, Pot-Pourri, è considerevolmente il più lungo), l’opera rappresenta, dopo le prove generali di Interno cielo, la prima autentica definizione del mio stile narrativo, connotato da una matrice che, a ragion veduta, mi compiaccio di assegnare all’orbita metastorica dell’“eone barocco” (D’Ors): lussureggiante, fastoso, sensuale, “eccedente” appunto, grottesco e fortemente espressionistico. Una scrittura fondata su un impianto concettuale di “sinonimia cosmica”, per cui tout se tient, tutto si corrisponde, si riflette, si con-tiene, dentro e fuori d’ogni cosa. Una scrittura sinuosa e mimetica, che gira torno torno a ciò che è: lo sceglie (oggetto di intenzionalità fenomenologia, di scambio sensuale), lo circuisce, lo seduce - lo costringe a rivelare la sua essenza.

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Interno cielo, Milano, Editrice Italia Letteraria, aprile 1993;
Prefazione di Cristina Sculatti;

Pagg. 140;

Genere: narrativa;

Immagine di copertina: elaborata dall’Editore su mie indicazioni.

 

Romanzo in forma di casa diroccata, aperto a “spifferi” di ogni tipo. Psicomachia di self-conoscenza; scorcio di un’anima inquieta che, rivelandosi, sboccia lentamente come un fiore; prospettiva vertiginosa sugli abissi interni del cuore, sulle tracce dei sottili fondamenti; corto viaggio sentimentale, tra panorami di forte visualizzazione e profili di terre sconosciute; fiammeggiante slancio di passione giovanile; storia e cronistoria di una poesia che trova la sua strada e prende corpo. Un romanzo sui processi mitopoietici, sulle versiformi e oscure dinamiche dell’“ispirazione” (a colloquio con il daimon creativo - estasi e tormento - assillo di morbosa inanità), su ciò che precede e immediatamente segue la scrittura di una composizione lirica, sull’essere poeti (in quanto uomini) e uomini (in quanto poeti).

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