LIBRI PUBBLICATI

 Come dentro un sogno. L’opera narrativa di Dante Maffìa tra realtà e surrealismo mediterraneo,

Reggio Calabria, Città del Sole, aprile 2014

Pagg. 240

Genere: critica letteraria

 

Un saggio critico che si legge come un romanzo. Il “libro dei libri” di un autore tra i più generosi e corporei, una “valanga umana” che travolge con la sua poesia, densa di vita e di calda intensità mediterranea. Il discorso nasce e si sviluppa come un serrato “corpo a corpo” con i testi, attraversati in modo sincronico per dominanti tematiche e simboliche, entro le complesse stratificazioni offerte dalle pagine narrative maffiane, di cui – anche a mo’ di “invito alla lettura” – vengono citati i passi topici, opportunamente contestualizzati nel processo di un dialogo aperto che si produce esso stesso come racconto in fieri, alla pari con l’attualizzazione delle dinamiche interiorizzate nella scrittura, assunta ad oggetto di analisi e, al contempo, di sintesi creativa agglutinante. Dante Maffìa ne esce così “ricapitolato” in modo globale, raggiunto fin nei precordi della sua anima fondamentale di uomo e di scrittore.

 

 

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Non possiamo non dirci romani. La Città Eterna nello sguardo di chi l'ha vista, vissuta, scritta, Roma, Edilazio, novembre 2013

Pagg. 272
Genere: saggi di argomento romano



Perché si viene a Roma? Che cos'è che attrae donne e uomini di ogni etnia e cultura, che li spinge a visitarla e, spesso, a scegliere di restarci? E come la vive e la vede chi ha avuto il privilegio di nascervi?

Esiste una Roma metastorica dell'Uomo: in cui ogni uomo, di qualunque epoca o provenienza, è messo nelle condizioni di ri-conoscersi, di sentire un brivido eterno, di sfiorare la propria essenza. Parafrasando un celebre titolo di Benedetto Croce, si direbbe che "non possiamo non dirci romani", nella misura in cui la Caput Mundi appartiene a tutti gli uomini, indistintamente.

 I cinquanta saggi di argomento romano presenti nel volume consentono un percorso in certo senso esemplare di attraversamento delle multiformi stratificazioni che, dal mondo antico a oggi, la cultura ha lasciato nel tessuto storico dell'Urbe, con particolare afferenza al rapporto che con essa hanno intrattenuto – talora soggiornandovi – personaggi, artisti e scrittori, tra cui Dante, Petrarca, Aretino, Goethe, Gogol, Stendhal, Joyce, Nietzsche, Tagore, Ungaretti, Palazzeschi, Pavese, Malaparte, Calvino, Gadda, Pasolini; e al modo in cui Roma ha lasciato tracce nelle loro opere. Perché Roma rivela l'uomo a se stesso: la luce e il senso della sua Storia. Essere "romani" finisce così per costituire un attributo dell'essere "umani".

 

La scuola degli idioti, Roma, Ensemble, novembre 2013

Prefazione di: Paolo Di Paolo

Pagg. 140
Genere: narrativa

 

 

"La scuola degli idioti" è una silloge di 7 racconti dedicati al tema dei confini della libertà e delle energie creative, sacrificate sull'altare della storia. La storia è "magistra stultitiae" e la società, forte dei suoi limiti restrittivi, è il suo braccio armato. Il primo racconto ("Maiale d'asfalto") è incentrato sui danni contagiosi del pregiudizio; il secondo ("Damnati") sull'incomunicabilità e la paura immotivata dell'altro; il terzo ("Multiproprietà") sul materialismo imperante e il potere persuasivo del marketing; il quarto ("Icaro") sul potenziale liberatorio della creatività; il quinto ("Giallo gabinetto") sulle strutture false della cultura e la trahison des clercs; il sesto ("Oberon") sul potere repressivo della chiesa; il settimo ("La scuola degli idioti") sull'addomesticamento al conformismo indotto dal sistema scolastico. L'individuo è un sole in catene, vittima predestinata (sin dall'infanzia) del vivere sociale che lo assedia da ogni parte per sfiancarlo, addomesticarlo, ridurlo a più miti consigli. L'educazione è, purtroppo, una forma di anestesia: un cappello di nuvole per velare di opacità la luce del sole che splende, per natura, dentro ognuno di noi.


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